venerdì 26 dicembre 2014

VALORE DEL MERITO E ............MERCE AVARIATA !

Il valore del merito e......la merce avariata ! E' vero che l'affermarsi della linea di divisione tra chi vorrebbe abbattere tutte le frontiere e chi le vorrebbe chiudere...ha moltiplicato, scomponendole, le caselle delle vecchie apparteneze politiche. Ma all'interno di questo universo liquido c'è ancora, e più di prima, una grande disuguaglianza di protezione : nella stessa acqua c'è chi naviga ad alta velocità, chi nuota e chi affoga senza pietà. Ma mentre alcune disuguaglianze, essendo oscene e prive di qualsiasi giustificazione, possono essere combattute con chiarezza e decisione, è necessario smascherare quelle che si nascondono dietro i potenti dispositivi strutturali e culturali che le moltiplicano e le giustificano. Si pensi all'invocazione, così frequente nelle nostre società, di riconoscere più spazio al merito. Si tratta di un punto delicato e cruciale, perchè riconoscere il valore del merito significa riconoscere che alcune disuguaglianze sono giuste. A noi sembra un'esigenza del tutto fondata perchè permette ai più capaci di emergere e di offrire un maggiore contributo alla società. Ma quante volte questo principio ha conrabbandato merce avariata? Nulla è più giusto che premiare il merito, riconoscere che le abilità non sono uguali e assegnare responsabilità e ricompense maggiori a chi è più capace. Ma nulla è più ingiusto che rappresentare come un trionfo del merito quella dinamica che risucchia nella aree forti i più coraggiosi e capaci, aumentando in modo esponenziale il divario preesistente e rendendo sempre più ineguali i punti di partenza. Quando i migliori delle aree più deboli se ne vanno via tutti, attirati dalla calamita delle aree forti, le prime diventano sempre più deboli e le seconde sempre più forti : come succede in ogni profezia che si auto-adempie, ciò che all'inizio era falso o discutibile alla fine diventa vero. I più capaci si sono portati via anche l'intelligenza, l'energia, il coraggio e le speranze. (da "Senza il vento della storia" di Franco Cassano )

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